MICHELE CIULLA

Irkutsk

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2013 | Interminabili distese di pini, larici, boschi di betulle e il corso di un grande fiume che conduce alle sponde del lago più antico del pianeta. È una natura maestosa quella che circonda la città di Irkutsk, nella Siberia Orientale. Fu nel XVII secolo che i primi esploratori giunsero nella regione, dove nel 1661 - sul punto di confluenza tra i fiumi Irkut ed Angara - Yakov Ivanovich Pokhabov, su ordine del voivode di Enisejsk, fondò un presidio cosacco per riscuotere il tributo pagato in pellicce dalle popolazioni autoctone. Nel 1686 sarà fondata la città di Irkutsk che, dal XVII al XIX secolo, sarà il centro amministrativo, economico, culturale e religioso della Siberia. Alla Via Siberiana, importante arteria di comunicazione e rotta commerciale con la Russia europea attiva già nella metà del XVIII secolo seguirà, tra la fine del XIX e l’inizio del XX, l’arrivo della Ferrovia Transiberiana, favorendone le comunicazioni con l’Oriente, la Cina e le regioni ricche di risorse minerarie, determinando così la crescita economica di Irkutsk. L’esilio dei decabristi a seguito dei moti rivoltosi del 1825 agevolerà lo sviluppo culturale della città. Oggi Irkutsk ospita le case museo dei decabristi Sergej Petrovič Trubeckoj e Sergej Grigor'evič Volkonskij. Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento vennero costruiti edifici per i cattolici, sinagoghe e luoghi di culto per la popolazione musulmana e di rito buddista. Le numerose chiese edificate testimonieranno l'importanza economica e culturale di Irkutsk.
L’architettura tradizionale di Irkutsk fino ai primi anni del XX secolo si è basata sull’impiego del legno. Le costruzioni in tipico stile siberiano sono caratterizzate da ricchi intagli lungo i cornicioni e sui montanti delle finestre. Nel dopoguerra, tuttavia, l’edilizia seguirà uno sviluppo distante dalla tradizione fino ad arrivare agli anni settanta ed ottanta, quando inizieranno i primi restauri degli edifici storici situati nel centro della città.
Distante circa 5200 km da Mosca, oggi Irkutsk ha una popolazione che supera i 600.000 abitanti. Appartiene al Circondario federale della Siberia ed è capoluogo dell’omonimo Oblast'. A ovest della città sorgono i Monti Saiani, mentre ad est, a circa 70 km, il lago Baikal costituisce la più grande riserva d’acqua dolce del pianeta, (patrimonio UNESCO dal 1996).
Al di fuori di Irkutsk la natura prende immediatamente il sopravvento, è una natura senza limiti, ma che al tempo stesso rassicura. Possiamo percepirne i profumi, udirne i canti, avvertirne gli spiriti e coglierne la bellezza, in modo tale che la nostra anima, sulla soglia di quell’infinito, è libera di trovare il suo sfogo, palesandoci tutti i nostri limiti. È la terra che dorme, è la Siberia. Diversi villaggi sorgono nei dintorni di Irkutsk, le abitazioni sono quasi esclusivamente quelle tradizionali in legno, le isba. Spesso anche il modo di vivere è più vicino a quello di una volta, nei piccoli villaggi, infatti, le proprietà hanno quasi sempre appezzamenti di terra nei quali produrre le provviste necessarie ad affrontare la stagione invernale. Luoghi che non sembrano temere il passare del tempo, dove i ritmi rallentano e le persone che li abitano, impavide e aperte vivono seguendo il passo lento e cadenzato della natura. Cicli nei quali ogni dettaglio ha la sua importanza e tutte le azioni sembrano atte alla celebrazione di ogni singolo momento della giornata, verso le semplici risorse della vita.

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